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Il Decreto Ronchi e le amministrazioni locali.
La legge
sui rifiuti e imballaggi, il decreto Ronchi, ha rappresentato una vera
e propria rivoluzione nella gestione dei rifiuti che coinvolge istituzioni,
imprese e cittadini.
I punti chiave della nuova legge sono:
- il processo di "prevenzione della produzione di rifiuti";
- il coinvolgimento importante delle istituzioni in tale processo.
Alle Regioni è attribuito il compito di disporre, adottare
e aggiornare i piani regionali di gestione dei rifiuti, la regolamentazione
delle attività di gestione dei rifiuti, l'approvazione di nuovi
impianti e l'autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento
e recupero dei rifiuti.
Alle Province è attribuita, invece, l'attività di
controllo e verifica con riferimento alle attività di gestione
dei rifiuti, alla individuazione delle aree più adatte alla localizzazione
degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti urbani.
Ai Comuni il decreto attribuisce il compito di organizzazione
della raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati,
attraverso l'adozione di specifiche disposizioni e regolamenti per assicurare
la tutela igienico-sanitaria in ogni fase della gestione.
Cosa succede in Puglia
La Regione Puglia registra un ritardo rispetto agli obiettivi ambientali
in materia di rifiuti posti dal Decreto Ronchi e da tutte le norme attuative
dello stesso.
La Regione inoltre è commissariata dal 1992 e sia sul piano normativo
che su quello operativo si trova a dover scontare una situazione di emergenza
permanente. Le norme esistenti sono il risultato di tale situazione e
sono il prodotto di atti monocratici del Commissario straordinario per
l'emergenza ambientale, che è il presidente della Regione Puglia.
La Regione Puglia manca ancora di un Piano regionale dei rifiuti e, conseguentemente,
dei piani provinciali per i rifiuti.
Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre
2001 lo stato di emergenza nel territorio della regione Puglia nel settore
dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, bonifica e risanamento
ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonché
in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli
di depurazione è stato prorogato fino al 31 dicembre 2002.
Il Commissario Raffaele Fitto con il decreto commissariale n. 41 del
6 marzo 2001,pubblicato sul BURP n.60 supplemento del 19/4/2001, ha adottato
il Piano gestione dei rifiuti in Puglia, con il quale, sulla base del
precedente piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani del 1993,
nonché del precedente programma commissariale di emergenza del
1997. Sono state definite:
- le linee di indirizzo generale per la gestione a regime dei rifiuti
urbani, un programma di emergenza per assicurare, nella fase transitoria
di organizzazione del sistema integrato a regime, la corretta gestione
dei rifiuti; le linee di indirizzo generale per la gestione dei rifiuti
speciali, provenienti dalle attività produttive, orientate a
determinare sul territorio regionale le condizioni per lo sviluppo di
una rete efficiente di servizi di recupero e/o di smaltimento; i criteri
tecnico urbanistici per la localizzazione delle diverse tipologie di
impianti di smaltimento; il piano di bonifica delle aree inquinate,
con il censimento di tutte le situazioni di potenziale contaminazione
segnalate sul territorio regionale (oltre 600), e la individuazione
di 8 macro aree caratterizzate da evidenti situazioni di pressione/rischio
ambientale, sulla quale dovrà essere necessariamente incentrata
un'azione di controllo e monitoraggio.
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