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A Taranto 30 Volontari per l'Ambiente

l'idea è dell'Assessore all'Ambiente Ingrosso
Cittadini come cavie, o meglio volontari al servizio della comunità per sapere quanto inquinamento assorbe l'organismo di chi vive a Taranto.
Fra i tarantini che si stanno sottoponendo al test, iniziato pochi giorni fa, ci sono giornalisti, alcuni vigili urbani, giornalai, benzinai e venditori ambulanti nella categoria dei soggetti esposti alle fonti inquinanti. Più protetti, perchè trascorrono meno tempo in strada, gli altri volontari selezionati che sono studenti e insegnanti, casalinghe e commesse. In totale saranno circa 1300 i campionamenti effettuati, al termine dei quali si potrà capire meglio come e dove l'inquinamento dell'aria è maggiore. Lo strumento usato da 20 volontari sarà il radiello, leggerissimo da agganciare al bavero della giacca e contenente dei filtri autoassorbenti.
La giornalista della Gazzetta, ed altri 5 tarantini, utilizzeranno qualcosa di più simile all'apparato respiratorio umano come fa notare Giuseppe Saracino della Gecom srl. Il campionatore personale, che pesa quasi 700 grammi, ha una pompa che aspira l'aria e la fa passare attraverso un filtro. Sarà tenuto in attività dalle 9 alle 17 e poi spento, ripetendo l'operazione (con un filtro pulito) il giorno seguente. A tutti i volontari è stata consegnata una valigetta con il kit da utilizzare.
I filtri utilizzati dai volontari saranno analizzati dal dipartimento di Chimica dell'Università di Bari. Ma siamo solo alle prime fasi di una complessa iniziativa voluta dall'Assessorato all'Ambiente, guidato da Umberto Ingrosso, che darà una mappatura completa dell'inquinamento dell'aria a Taranto.
Se il tanto temuto allarme per la salute altrove scatta periodicamente paralizzando il traffico fino alla ridiscesa dei valori, ebbene questo scenario potrebbe verificarsi anche a Taranto non appena si completeranno le azioni conoscitive e la rete di rilevamento. Al momento sono in fase di elaborazione i dati del rapporto sulla qualità dell'aria nel 2002, ma quelli del 2001 (riferiti all'anno precedente) non sono di certo rassicuranti. Partendo dal dato di riferimento da non superare che è 40, lo studio evidenzia valori medi annui compresi fra 48,5 della stazione di rilevamento fissa di via Dante e 82,2, di quella di via Orsini.
Nella fase attuale di sperimentazione, oltre ai cittadini-cavie, ci sono strumentazioni fisse aggiuntive proprio nelle cabine di queste due vie. In pratica, oltre al pm 10 normalmente misurato, si rileverà anche la presenza del pm 2,5 che è 60 volte più piccolo del pm 10. Allo studio sta contribuendo anche lo studio Start degli ingegneri Tonti e Tomassi.
Anche nel porto di Taranto ci sono tracce del «piano di valutazione degli effetti dell'inquinamento atmosferico dell'area urbana». Sul molo San Cataldo è stato posizionato un sodar che funzionerà per 10 mesi.
A breve dalla villa Peripato verrà messo in aria, all'altezza di circa 1.000 metri una sorta di mongolfiera per altre rilevazioni.




sensocivico@ecopolis.it


 


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