19 dicembre 2002 - Il ministro Altiero Matteoli e la Commissione bicamerale d'inchiesta per il ciclo dei rifiuti reputano ingiustificati molti dei commissariamenti ancora in corso per l'emergenza rifiuti.
Ma il presidente della Regione Raffaele Fitto ritiene necessario proseguire della sua qualità di commissario per almeno altri 12 mesi. Lo ha annunciato nei giorni scorsi, facendone richiesta direttamente al ministero. Il governatore pugliese richiede questo tempo aggiuntivo rispetto laa scadenza naturale del mandato già prorogato (al 31 dicembre 2002) per poter portare a termine le gare con le quali si individueranno le imprese che adegueranno impianti e realizzeranno i termoutilizzatori.
Pronto l'attacco da parte delle opposizioni del Consiglio regionale: "Il presidente aveva assicurato che sarebbe stato sufficiente arrivare al dicembre 2001 per superare l'emergenza. Invece, a fine 2002 non si è ancora risolto nulla, se non provvedimenti tampone", ha detto il consigliere Ds Luciano Mineo. "Tutto quello che è stato fatto fin ora ha riguardato interventi tampone", ha proseguito, "come proroghe per impianti non autorizzati, ampliamento di discariche e la creazione di nuove".
I Ds hanno anche ripreso una parte della relazione del presidente della Commissione, Paolo Russo, per ricordare al Presidente-Commissario che "Tutti gli obiettivi devono essere perseguiti su base consensuale, stimolando la partecipazione degli enti locali, in capo ai quali vanno recuperati compiti e relative responsabilità".
Inoltre la Commissione ha dichiarato esplicitamente di ritenere "a questo punto indispensabile la predisposizione di un graduale piano di rientro nella normale gestione del ciclo rifiuti che consenta anche di recuperare iter procedimentali rispettosi del principio di legalità e dei diritti e degli interessi legittimi dei singoli. Il piano di rientro che potrebbe richiedere anche una fase transitoria, dovrebbe essere commisurato a ciascuna realtà regionale e, all'interno della medesima regione, potrebbe tener conto di ambiti territoriali specifici, delle attività ancora in corso d'opera e dei necessari interventi strutturali di carattere impiantistico.
La valutazione delle singole esigenze territoriali non deve, però, essere disgiunta da un esame globale delle situazioni di ciascuna delle regioni commissariate, in modo da pervenire a soluzioni perequate ed adatte alla realtà concreta.
In tale ottica potrebbe essere consentita una specifica - purché limitata nel tempo e circoscritta nella materia di intervento - prorogatio dei poteri commissariali straordinari conferiti ai Presidenti delle Giunte regionali, i quali, per la continuità delle competenze ordinarie spettanti agli stessi, sarebbero in tal modo il provvido anello di congiunzione tra il regime commissariato ed il regime ordinario".
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