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Matteoli vuole semplificare la gestione rifiuti

ROMA, 13 DIC - ''E' indispensabile avviare un' opera di semplificazione e di razionalizzazione dell' attuale legislazione, con particolare riferimento all' insieme degli adempimenti previsti per chi svolge attivita' di gestione dei rifiuti''. Lo ha detto il ministro dell' Ambiente, Altero Matteoli, nel corso di un' audizione alla Commissione parlamentare d' inchiesta sul ciclo dei rifiuti.


Questa semplificazione, ha sottolineato Matteoli, ''senza ridurre in alcun modo il sistema dei controlli, deve porsi l' obiettivo di fornire alle amministrazioni ed ai soggetti economici un chiaro quadro normativo, nel quale operare con certezza di diritto. Allo stesso modo, e' necessario eliminare gli adempimenti che non contribuiscono a favorire la corretta gestione dei rifiuti, imponendo ingiustificati oneri per gli operatori economici''. Un ulteriore obiettivo del processo di semplificazione, ha aggiunto, ''e' quello di ridurre il numero dei soggetti che gestiscono i servizi relativi ai rifiuti. In particolare, al raggiungimento di questo obiettivo devono concorrere la semplificazione delle norme e la liberalizzazione del mercato. Cio' significa affidare ai privati il compito di gestire i servizi sulla base dei criteri di efficienza e di efficacia e riservare all' amministrazione i necessari poteri di indirizzo, coordinamento e controllo''.
Per assicurare il riordino della normativa in materia di rifiuti, ha proseguito il ministro, ''e' stato presentato un apposito disegno di legge, recentemente approvato alla Camera e trasmesso al Senato, che delega il Governo ad emanare uno o piu' testi unici in materia ambientale. La delega si basa su criteri moderni ed innovativi, come la promozione delle attivita' di pianificazione e programmazione, la semplificazione delle procedure relative agli obblighi di informazione e di dichiarazione, l' utilizzo combinato delle sanzioni penali e amministrative''. Allo scopo di avviare il processo di semplificazione, ha affermato Matteoli, ''e' gia' stato costituito presso il ministero uno speciale gruppo di lavoro incaricato di fare una ricognizione delle duplicazioni presenti nella normativa concernente gli obblighi delle imprese in tema di trasmissione delle informazioni ambientali, Cio' al fine di formulare proposte di semplificazione degli obblighi di informazione cui debbono adempiere le imprese in ciascun comparto ambientale, incluso quello relativo alla gestione dei rifiuti''. Quanto al sistema dei controlli, secondo il ministro, ''e' indispensabile assicurare un adeguato supporto tecnico alle attivita' delle amministrazioni competenti''.
A questo scopo, ha osservato, ''un ruolo molto importante potra' essere svolto dall' Apat (Agenzia per la protezione dell' ambiente e per i servizi tecnici), che fara' , sotto la vigilanza del ministero dell' Ambiente, un' ampia serie di attivita' tecnico scientifiche in materia di controlli e monitoraggio ambientale''. Sul tema della termovalorizzazione, per il ministro ''la scelta di costruire un impianto risulta spesso condizionata da timori e pregiudizi piuttosto che da una corretta conoscenza scientifica di questo specifico processo di recupero. Questi pregiudizi non devono diventare un alibi che impedisca di realizzare gli impianti e di destinare al recupero energetico un quantitativo di rifiuti equivalente a quello degli altri Paesi europei''. Infatti, ha rilevato, ''le diffidenze che fino ad oggi hanno ostacolato la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione possono essere rimossi solo se si offrono alle comunita' locali adeguate garanzie circa la sicurezza di tali processi produttivi. Cio' significa costruire gli impianti in base alle migliori tecnologie disponibili, che assicurino un elevato grado di tutela ambientale e sanitaria''. Infine, ha concluso, ''c' e' la necessita' di promuovere l' incenerimento del combustibile da rifiuti (cdr) e di considerare tale materiale come un vero e proprio combustibile''.



 


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