|
Caratteristiche dell'impianto
L'impianto
ha una capacità di 30 frigoriferi all'ora e impiega 9
operai e un capo impianto a tempo pieno di un turno. Per la captazione
e liquefazione dei clorofluorocarburi si utilizza dell'azoto liquido in
ragione di circa 160 kg/h.
L'impianto si estende su una superficie di 4300 m2 dei quali 1200
al
coperto ed ha un consumo di circa 768 kWh al giorno di energia elettrica.
Il processo
I
frigoriferi vengono stoccati in un piazzale pronti per la messa in sicurezza
e per i trattamenti. Questi ultimi consistono nell'eliminazione delle
parti mobili e della porta. Per messa in sicurezza si intende: l'aspirazione
e lo stoccaggio dei gas refrigeranti (vari tipi di CFC o HCFC, normalmente
R12) senza mischiarli tra di loro. A questo proposito i frigoriferi, privi
delle parti mobili, vengono bucati nei tubi del circuito refrigerante
da alcune pinze collegate ad una pompa da vuoto: il freon presente nel
circuito viene quindi estratto insieme a modesti quantitativi di olio
lubrificante disperso e aria con relativa umidità.
Un sistema compressore, scambiatore ad aria e valvola di espansione,
liquefa il CFC e stocca in bombole il liquido. A questo punto i frigoriferi
possono entrare nel sistema di riciclaggio tipo VAS3 . Innanzitutto la
carcassa già posta in sicurezza, viene triturata da un mulino a
cesoie, contemporaneamente, il gas contenuto nel polimero coibente viene
captato grazie ad un flusso di azoto-gas. Il freon presente nei materiali
plastici (generalmente R11) viene normalmente utilizzato per rendere tali
materiali molto porosi, infatti in fase di creazione, nel liquido plastico
viene insufflato del gas diminuendo la densità del coibente. Il
materiale di risulta (Al, materiale ferroso) può essere separato
con separatori balistici data la differenza di densità.
Finalmente,
il poliuretano già spezzettato raggiunge la bricchettatrice che
lo compatta (aumentandone la densità in vista del suo smaltimento
in inceneritore), anche in questo stadio dell'azoto-gas (recuperato dal
flusso di quello liquido) trascina il CFC presente nel coibente. Il flusso
dei gas captati viene allora in contatto con azoto liquido (-174 °C
se alla pressione di 6 bar) e liquefa all'interno dei tubi dello scambiatore
e può essere stoccato in bombole. Infatti la concentrazione di
un determinato composto nel flusso di gas, dipende dalla temperatura (legge
della tensione di vapore: yi/xi = Ki(T)), come mostra il grafico.
|